Regione Piemonte: negare assistenza sanitaria ai clandestini tradisce diritto alla salute
L’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri senza permesso di soggiorno deve continuare ad essere garantita, sia come diritto sancito dalla nostra Costituzione sia come servizio fondamentale per la tutela della salute pubblica che, in caso contrario, risentirebbe di gravi rischi epidemiologici
 La Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha commentato così le ragioni della decisione di inviare a tutti i capigruppo della Camera dei deputati una comunicazione con la richiesta di non varare la norma che affida ai medici del pronto soccorso la facoltà di denunciare gli immigrati irregolari che si presentano per richiedere di essere curati. La decisione è stata resa nota al termine dell’incontro svoltosi con il presidente nazionale dell’Ordine dei Medici, Amedeo Bianco, con la presidente del Collegio IPASVI ( Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari, Vigilatrici d’Infanzia) di Torino, Maria Adele Schirru e con la rappresentante del livello regionale dell’Ordine dei Medici che, dal punto di vista deontologico, hanno ribadito la priorità della tutela del diritto alla salute per tutti gli individui.
Nei giorni scorsi -ha affermato Eleonora Artesio, assessore alla tutela della salute e sanità- abbiamo inviato ai direttori generali delle aziende sanitarie regionali una circolare nella quale abbiamo espresso le nostre preoccupazioni sulla norma in questione. Abbiamo chiesto che siano adottati tutti i provvedimenti organizzativi che rendano possibile e facilitino l'accesso dei cittadini stranieri ai servizi sanitari perché la tutela del diritto alla salute di tutte le persone straniere, indipendentemente dal loro status giuridico e con particolare riferimento alle donne ed ai minori, tutelati da specifica Convenzione Internazionale, è da ritenersi prioritaria.
L’articolo 32 della Costituzione italiana -ha continuato Artesio – sancisce che quello alla salute è un diritto di tutti gli individui e non si basa sulla residenza o sulla cittadinanza. Gli ordini professionali, in questa direzione, stanno manifestando chiaramente la loro posizione, sottolineando come sia necessario continuare a tutelare la vita e la salute di tutti. Uno dei rischi a cui si andrebbe incontro se la norma venisse approvata è quello di dare vita ad una grande fetta di sommerso, determinata dalla paura di accedere ai servizi pubblici. Con questo provvedimento, quindi, non solo si colpiscono gli immigrati, ma si finisce per indebolire la salute pubblica nel suo complesso.
(Uff stampa Regione Piemonte)
03 / 03 / 2009
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