Piemonte, spesa delle famiglie: +5,67% nel 2008. Cuneo al primo posto per consumi  Per l’ottavo anno consecutivo, Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte, nell’ambito delle attività promosse dall’Osservatorio regionale sul commercio, hanno realizzato l’Indagine sulla spesa delle famiglie nei capoluoghi di provincia piemontesi, presentata oggi ( ieri, ndr), martedì 12 maggio 2009, presso il Centro Congressi Torino Incontra.
Utilizzando una metodologia già sperimentata dalla Camera di commercio di Torino, sono state condotte, in quattro distinti periodi dell’anno, alcune rilevazioni su un campione complessivo di 809 nuclei familiari residenti nei capoluoghi di provincia piemontesi. Obiettivo consolidato del rapporto è analizzare la struttura qualitativa e quantitativa dei consumi, monitorando nel tempo il livello e le abitudini di acquisto delle famiglie piemontesi, per cogliere i principali cambiamenti manifestati in risposta alle mutevoli caratteristiche del contesto economico di riferimento.
Conoscere i comportamenti d’acquisto delle famiglie piemontesi ed esplorarne gusti e preferenze fornisce indicazioni imprescindibili per realizzare efficaci politiche di sviluppo concertato e validi programmi d’intervento, tesi al miglioramento della qualità della vita di cittadini e imprese -ha dichiarato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte-. In un momento in cui si guarda con particolare preoccupazione allo stato dell’economia nazionale e regionale, i risultati di questa indagine mostrano come il 2008 si sia connotato come un anno positivo per i consumi delle famiglie piemontesi. È vero che gli effetti della crisi hanno iniziato a ripercuotersi sull’economia nazionale e regionale solo nell’ultimo trimestre dell’anno e, quindi, i consumi a cui si fa riferimento in questo studio hanno risentito solo in parte del clima di sfiducia che ha investito le famiglie. È altrettanto vero, però, che i risultati piuttosto positivi emersi dall’indagine permettono di guardare con ottimismo al futuro, auspicando una buona tenuta dei consumi delle famiglie piemontesi anche nei mesi a venire.
Il rapporto si presta a più di una lettura: in parte certamente positiva, perché la spesa delle famiglie non diminuisce, segnale che la crisi ha toccato gli ultimi mesi dell’anno, quindi non ha avuto effetti importanti nel 2008 -ha commentato Luigi Ricca, Assessore al Commercio della Regione Piemonte-. I suoi effetti probabilmente avranno maggiore incidenza nell’indagine che riguarderà il 2009. Alcuni dati fanno maggiormente riflettere: l’indagine ci dice che i consumi alimentari sono diminuiti, fenomeno confermato in altre rilevazioni, che denota qualche difficoltà sulla situazione delle famiglie e che, oltre alla riduzione del budget di spesa, potrebbe aver indotto ad un consumo più consapevole. La Regione ha investito molto in questo senso, anche con la recente campagna ‘Tre volte sì’ che promuovendo una dieta sana, consapevole e stagionale consente di risparmiare senza rinunciare ad un corretto stile alimentare.
Da segnalare in modo positivo è il dato sulla spesa per le comunicazioni, che cala del 4,5%: più che parlare di contrazioni dei consumi, si evidenzia come la concorrenza tra i gestori abbia prodotto effetti positivi sulle tariffe diminuendo i costi.
Nel 2008, le spese delle famiglie piemontesi per consumi complessivi sono aumentate, in media, del 5,67% a valori correnti rispetto al 2007, raggiungendo i 2.644,64 euro, al netto delle spese per l’acquisto e manutenzione di autoveicoli. Non deve stupire il fatto che nel 2008, anno interessato da una grave crisi economica a livello mondiale e nazionale, i consumi delle famiglie abbiano ripreso un trend positivo: gli effetti negativi della congiuntura economica internazionale si sono infatti avvertiti nel nostro Paese solo negli ultimi mesi dell’anno; gli effetti dei recenti avvenimenti economici sul livello dei consumi si potranno valutare in modo più completo con i dati del 2009. La dinamica di crescita registrata si contrappone a quella del 2007, quando le spese per molte categorie di prodotto avevano subìto forti flessioni, causando una generale battuta d’arresto dei consumi totali. Nel 2008, torna ad aumentare la spesa per tutte le classi di prodotto (con la sola eccezione dei tabacchi): le voci interessate da una diminuzione nel 2007 recuperano i livelli del 2006, superandoli in alcuni casi, mentre quelle già caratterizzate da un incremento nel periodo precedente mantengono lo stesso trend di crescita.
La composizione del paniere familiare rimane invariata rispetto al 2007; solo le spese per l’abitazione mostrano un’incidenza sul totale inferiore rispetto all’anno precedente (-1% circa). Nel 2008, la variazione dei prezzi rispetto all’anno precedente è stata pari a +3,42%: i consumi complessivi delle famiglie si mostrano dunque in aumento anche al netto dell’inflazione. A livello territoriale, è Cuneo a primeggiare in termini di spesa familiare mensile per consumi complessivi, con un importo medio di 2.921,49 euro; seguono le famiglie biellesi, che spendono 2.825,61 euro al mese. Nel 2008, la spesa delle famiglie piemontesi per alimentari e bevande è aumentata del 3,82%, pari a +11,41 euro, raggiungendo i 309,87 euro medi mensili rispetto ai 298,46 dell’anno precedente. Questo incremento si inserisce nel quadro di una dinamica positiva per i consumi totali, che ha però interessato maggiormente le spese per prodotti non alimentari, così che il peso del comparto alimentare sulla spesa complessiva delle famiglie (al netto dell’acquisto degli autoveicoli) è diminuito rispetto all’anno precedente, scendendo dall’11,9% all’11,7%. Nel 2008, l’inflazione relativa a questa voce di spesa ha raggiunto il 5,17%, valore superiore alla media del paniere (3,42%); confrontando questo dato con il tasso di crescita della spesa familiare per gli alimentari (pari al 3,82%), si nota come l’inflazione sia aumentata più dei consumi: ciò significa che, a fronte di un aumento dei prezzi piuttosto elevato nel corso del 2008, le famiglie hanno ridotto le quantità acquistate, pur spendendo più che nel 2007. All’interno del paniere alimentare, l’andamento delle varie voci è stato differenziato: si è speso di più rispetto al 2007 per pane, carne, dolci e drogheria, legumi e ortaggi, e soprattutto per pesce, latte, formaggi e uova, categorie che avevano subìto particolari flessioni nel biennio precedente; si è invece ridotta la spesa media mensile per frutta, bevande, oli e grassi. Le categorie per le quali si spende di più sono carne e salumi, pane, pasta e cereali e i dolci. Nel 2008 aumenta anche la spesa media per i pasti fuori casa, a cui la famiglia piemontese dedica in media 64 euro mensili, in crescita rispetto ai 61 euro del 2007.
(Uff stampa Unioncamere Piemonte)
13 / 05 / 2009
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