Piemonte, come stanno i cittadini? Ecco la mappa della salute  L'indagine ha coinvolto piu' di 3000 persone tra i 18 e i 64 anni Verificare direttamente la percezione dei cittadini riguardo alla salute, agli stili di vita e agli interventi di prevenzione: è questo l’obiettivo del progetto PASSI, promosso dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e coordinato dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (CNESPS) dell’Istituto superiore di sanità (ISS). L’iniziativa, che ha raccolto l’adesione di tutte le Asl del Piemonte ed è condivisa sia a livello nazionale sia internazionale, è uno strumento fondamentale per la costruzione dei profili di salute e per la programmazione degli interventi di prevenzione su scala locale.
 Il primo report della sorveglianza è stato pubblicato sul sito della Regione Piemonte e si riferisce ai dati raccolti nel primo semestre di attività (giugno-dicembre 2007) e permette un’iniziale analisi delle caratteristiche regionali.
La ricerca si è svolta attraverso interviste telefoniche ad un campione casuale di 3262 persone tra i 18 e i 64 anni, selezionate dalla lista delle anagrafi sanitarie  delle Asl. Il campione risulta ugualmente diviso tra uomini e donne, l’età media è di 44 anni, più della metà ha un livello di istruzione alto e il 70% dichiara di avere un lavoro regolare. Le risposte date dai cittadini intervistati hanno evidenziato, per ciascuno dei 16 temi proposti, abitudini, consapevolezza del rischio, livello di informazione sui comportamenti e sulle strategie di prevenzione.
- Percezione dello stato di salute
Oltre due terzi (67%) degli intervistati considera positivamente il proprio stato di salute, mentre questa condizione riguarda solo il 38% dei soggetti con almeno una patologia severa. La percezione positiva risulta associata anche ad un’età relativamente giovane, ad un livello alto di istruzione e all’assenza di difficoltà economiche.
- Attività fisica
É completamente sedentario il 23% del campione e solo il 35% aderisce alle raccomandazioni sull’attività fisica. Circa un terzo (31%) dei sedentari ritiene di fare sufficiente attività fisica. I medici si informano sull’attività fisica svolta e la consigliano solo ad un terzo dei propri pazienti.
- Abitudine al fumo
Il 28% degli intervistati si dichiara fumatore e il 21% ex fumatore. Quasi tutti gli ex-fumatori (95%) hanno smesso di fumare da soli e il 40% dei fumatori ha cercato inutilmente di smettere nell’ultimo anno. Oltre il 70% degli intervistati ritiene che il divieto di fumare sia sempre rispettato sul luogo di lavoro e nei locali pubblici. Non è consentito fumare nelle case di oltre l’80% dei non fumatori, ma neppure in quasi la metà delle case dei fumatori.
- Situazione nutrizionale e abitudini alimentari
Il 30% del campione piemontese è in sovrappeso, mentre gli obesi sono il 10%. L’eccesso ponderale è trattato nel 25% dei casi con dieta e nel 70% con la pratica di attività fisica almeno moderata. Il consumo di frutta e verdura risulta diffuso, anche se solo l'11% aderisce alle raccomandazioni internazionali di consumarne cinque porzioni al giorno, mentre quasi la metà (45%) non ne consuma più di due.
- Diabete
In Piemonte circa il 5% delle persone intervistate riferisce di avere avuto diagnosi di diabete da parte di un medico. La diffusione della patologia aumenta con l’età, con l’eccesso ponderale, ma anche con le difficoltà economiche riferite.
- Consumo di alcol
Il 68% della popolazione tra 18 e 69 anni consuma bevande alcoliche e complessivamente il 19% ha abitudini di consumo considerate a rischio (il 10% beve fuori pasto, l'8% è bevitore “binge” – cioè consuma 6 o più bevande alcoliche inun’unica occasione - e il 5% è forte bevitore). Per quanto riguarda i bevitori, gli operatori sanitari si informano in 2 casi su 10 sulle abitudini dei loro pazienti in relazione all’alcol, ma consigliano a quelli a rischio di moderarne il consumo in meno di 1 caso su 10.
- Sicurezza stradale
L’uso dei dispositivi di sicurezza risulta ancora insoddisfacente: il 92% delle persone intervistate dichiara di utilizzare con continuità la cintura anteriore, mentre la cintura di sicurezza sui sedili posteriori viene utilizzata solo dal 28% degli intervistati. Il 15% degli intervistati dichiara, inoltre, di aver guidato in stato di ebbrezza nel mese precedente all’intervista e l'11% di essere stato trasportato da chi guidava in stato di ebbrezza.
- Infortuni domestici
Nonostante la frequenza degli infortuni, la percezione del rischio infortunistico in ambito domestico, in Piemonte è scarsa: il 92% degli intervistati, infatti, ritiene questo rischio basso o assente. Meno di un terzo degli intervistati (27%) ha ricevuto, principalmente da mass media e opuscoli, informazioni per prevenire gli infortuni domestici. Tra i soggetti informati, il 27% ha messo in atto misure per rendere più sicura la propria abitazione.
- Vaccinazione antinfluenzale
Solo il 24% degli intervistati tra i 18 e i 64 anni, con almeno una condizione a rischio per le complicanze dell'influenza (diabete, tumore, malattie cardiovascolari), si è vaccinato lo scorso anno.
- Vaccinazione antirosolia
Oltre la metà delle donne tra 18 e 49 anni è immune alla rosolia, ma 4 donne su 10 non conoscono il proprio stato immunitario, facendo pertanto ritenere che il numero di donne suscettibili sia ancora molto lontano dal 5% necessario per eliminare la rosolia congenita.
- Rischio cardiovascolare
Si stima che l’8% della popolazione piemontese tra i 18 e 69 anni non abbia mai controllato la pressione arteriosa. Tra coloro che l’hanno misurata circa un quinto riferisce di essere iperteso ed il 71% degli ipertesi è in trattamento farmacologico. Una persona su quattro (26%) dichiara di non aver mai controllato il colesterolo. Tra coloro che hanno fatto l’esame, circa un quarto (26%) dichiara di avere valori elevati di colesterolemia e, tra questi ultimi, il 24% dichiara di essere in trattamento farmacologico. Solo il 4% degli ultratrentacinquenni intervistati riferisce che un medico ha valutato il loro rischio cardiovascolare attraverso l’uso del “punteggio” o della “carta del rischio”.
- Sintomi di depressione
In Piemonte l'8% delle persone intervistate riferisce di aver avuto sintomi di depressione nelle due settimane precedenti l’intervista. Le donne, le persone con difficoltà economiche o affette da patologie croniche sono i soggetti maggiormente a rischio. Quasi la metà di coloro che riferiscono sintomi di depressione non chiede l’aiuto di nessuno.
- Screening neoplasia del collo dell’utero
In Piemonte l’80% delle donne tra 25 e 64 anni ha effettuato almeno un pap test negli ultimi tre anni, ma l’11% non ne ha mai fatto uno nel corso della vita. Ritenere di non avere bisogno di questo intervento di prevenzione secondaria è il principale motivo riferito per non effettuare il pap test nei tempi previsti dal programma di screening.
- Screening neoplasia della mammella
Il 70% delle donne tra 50 e 69 anni ha effettuato almeno una mammografia preventiva; anche in questo caso però l’11% non ne ha mai fatta una nel corso della vita e la principale motivazione consiste nel ritenere di non avere bisogno di questo intervento di prevenzione secondaria.
- Screening tumore del colon retto
In Piemonte il programma organizzato di screening per il tumore del colon retto è di recente attivazione ed è ancora in fase di implementazione. Per scopo preventivo, solo il 9% degli ultracinquantenni riferisce di avere eseguito un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci e l'8% una flessosigmoidoscopia o una colonscopia.
Sistema di sorveglianza PASSI - Rapporto regionale 2007
(Fonte Regione Piemonte)
21 / 01 / 2009
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