Patto di stabilità rispettato in Piemonte, per la prima volta dopo molti anni 24 / 02 / 2011 - Per la prima volta dopo molti anni in Piemonte il Patto di stabilità sarà rispettato da tutti gli enti locali, dimostrando che il metodo della regionalizzazione messo in atto ha prodotto risultati immediati su tutto il territorio.
Lo annuncia con soddisfazione l’assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia, analizzando i dati relativi al monitoraggio del quarto trimestre. Dall’analisi emerge infatti che tutti i 142 enti locali (134 Comuni superiori ai 5mila abitanti e 8 Province) hanno centrato gli obiettivi del Psi, interrompendo il costante aumento dei casi di mancato rispetto, che si era registrato negli anni scorsi.
Viste le difficoltà di molti Comuni -spiega l’assessore Quaglia- era necessario intervenire per ristabilire una situazione di equilibrio e soprattutto per consentire alle amministrazioni locali di sbloccare i pagamenti fermi proprio a causa delle limitazioni imposte. La strada scelta, che si è rivelata giusta, è stata quella della regionalizzazione del Patto, che ci ha consentito di distribuire diversamente le risorse e ottenere questo risultato.
Secondo il metodo della regionalizzazione, a partire dal luglio 2010 la Giunta Cota ha dapprima autorizzato pagamenti per 65 milioni di euro a favore di 120 Comuni, ottenendo una rendicontazione pari al 99,94%, con una netta inversione di tendenza rispetto al 2009, quando la Regione aveva stanziato 80 milioni di euro - sbloccando pagamenti per circa 64 milioni - ma a favore soltanto di 26 Comuni. Oltre alle risorse regionali, grazie all’introduzione di un innovativo meccanismo di compensazioni orizzontali, la Regione ha distribuito ulteriori a 4,4 milioni di euro, disponibili grazie a quegli enti che, come previsto dal Patto stesso, hanno accettato di peggiorare il proprio obiettivo, mettendo a disposizione una parte di risorse.
Raccogliamo oggi -conclude Quaglia- il risultato di un grande lavoro, che andrà a vantaggio delle amministrazioni locali, con importanti ricadute su tutto il territorio piemontese. Lo dimostra il fatto che, senza l’intervento regionale, ben 93 enti non sarebbero stati in grado di rispettare il Patto, a meno di non introdurre aumenti alle tariffe o tagli alle spese.
(Fonte Regione Piemonte)
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