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Palio di Asti: giuramento e cerimonia il primo maggio


21 / 04 / 2010 - La visita del re Roberto d’Angiò in Asti
Nell’anno del Signore 1310 la situazione politica astigiana viveva un periodo difficile e, contemporaneamente, si stavano creando i presupposti per un susseguirsi di avvenimenti molto importanti che avrebbero coinvolto i personaggi illustri dello scenario politico della nostra città.
La nostra città, già ambita dai potenti vicini, si vide contesa tra due monarchi: Roberto d'Angiò sovrano di Napoli ed EnricoVII di Lussemburgo.
Il Consiglio Comunale Astese si era espresso a sfavore dell'alleanza con il sovrano Angioino: a tale decisione si era giunti in seguito alle pressioni esercitate dal principe Filippo D'Acaja, che appoggiava Enrico VII.
Un particolare però era sfuggito al principe: i nobili Solaro, tre dei quali spiriti pronti e audaci più degli altri, accesi sostenitori di re Roberto d'Angiò, decisero di fargli visita ad Alba.
I loro nomi erano Bonifacio (detto Poverino), Sabaudo e Carlotto Solaro, consoli del Comune, a dispetto di Filippo d'Acaja, partirono per incontrare Roberto d'Angiò; quest'ultimo li accolse molto benignamente, onorandoli della presenza della consorte Sancia, figlia di re Giacomo II di Maiorca.
Malgrado l'opposizione del principe d'Acaja, Asti si dimenticò ben presto della promessa fatta la primavera precedente agli ambasciatori di Enrico VII.
I tre ambasciatori astesi, non solo a nome dei propri alleati, ma anche per conto del Comune, strinsero alleanza con Roberto d'Angiò. Il trattato venne stipulato il 30 luglio 1310 fra Bonifacio Solaro, in qualità di Sindaco della Repubblica astese, e Beltrando di Marsiglia, procuratore dell 'Angioino.

Gli astigiani si mettevano così sotto la protezione di Roberto d'Angiò obbligandosi a consegnargli cento marche d'argento ogni anno, con l'impegno segreto di procurargli, al momento propizio, la signoria del contado astigiano.
I consoli astensi ebbero la promessa di essere aiutati ogni qualvolta venissero attaccati o offesi dai Ghibellini.
Dal canto suo, il re Roberto d'Angiò, per provare agli astigiani le sue buone intenzioni e la sua amicizia, decise di recarsi in Asti con la consorte Sancia di Maiorca, sua seconda moglie "…donna di beltà singolare e di pari gentilezza".
Uomini e donne astesi accolsero i sovrani con ogni sorta di ossequi: la nobile coppia per ricambiare le cortesie ricevute, invitò per il giorno successivo al loro arrivo, il 10 agosto 1310 festa di San Lorenzo, i nobili astesi ad un grande banchetto allestito nel convento dei frati minori di San Francesco, da poco fondato dal Santo di Assisi e sito nell’attuale via Brofferio.
Il convivio venne imbandito con magnificenza regale, sfoggiando a mensa vasellame d'oro e d'argento. Lo stupore dei commensali fu per l'abbondanza delle vivande e per le regali portate, sistemate su vassoi d'argento e per l'abbondanza di vino, servito in calici di oro purissimo, considerato per l’epoca un lusso nuovo per il nostro Piemonte.

La rievocazione storica rappresenta questo importante avvenimento che vide la presenza dei nobili astesi, membri delle più insigni famiglie del patriziato cittadino, accompagnati dai rappresentanti del clero e degli ordini monastici minori, seguiti dal popolo recante vino e cibarie da offrire ai sovrani angioini in segno di omaggio e devozione.

La visita in Asti dell’imperatore Enrico VII di Lussemburgo
Nell’anno del Signore 1310 il giorno 10 novembre, Enrico VII di Lussemburgo giunse ad Asti per sottomettere e pacificare la città ormai da quasi cinquant'anni in balia di continue guerre civili.
L’imperatore bandisce un programma di pace, dichiarando di voler ristabilire la concordia tra guelfi e ghibellini, essi dovranno raccogliersi agli ordini dei magistrati imperiali.
Durante il soggiorno, durato quasi un mese, fece rientrare la fazione ghibellina dei De Castello e nello stesso refettorio dei Francescani in Asti, tenne una solenne adunanza a cui parteciparono oltre a Filippo d’Acaia e Amedeo V di Savoia, cognato dell’imperatore, Tebaldo vescovo di Liegi, Giraldo vescovo di Sabina , Aimone vescovo di Ginevra, Guido II Valperga vescovo di Asti dove confermò alla città tutti i privilegi, ma rinnovò completamente il Consiglio Maggiore: il Podestà e il Capitano del popolo vennero sostituiti da Nicola Bonsignore senese, vicario imperiale.
L'imperatore con la consorte Margherita di Brabante, lasciò la città il 12 dicembre 1310 alla volta di Milano. In segno di sottomissione gli astigiani aggregarono 100 militi e più di 1000 fanti a supporto dell'imperatore impegnato in alcune battaglie in Lombardia, ma dopo pochi anni le troppe tasse e le vessazioni dei vicari imperiali (Amedeo V di Savoia e Filippo di Acaja), specialmente contro le famiglie guelfe, resero la città insofferente verso il sovrano.
Con l'aiuto del siniscalco angioino Ugo del Balzo, i Solaro ricacciarono la fazione ghibellina dei De Castello dalla città e il 17 aprile 1312 il governo firmò un atto di dedizione a re Roberto d'Angiò.Enrico VII avuta la notizia dichiarò la città nel bando imperiale ascrivendola tra le città ribelli, ma il 24 agosto 1313 a Buonconvento, vicino a Siena, morì svanendo ogni sua possibile rivalsa. Così dopo quasi tre secoli di libertà era la fine della repubblica astese, l'agonizzante governo astigiano che in passato aveva combattuto con tutte le sue forze la famiglia angioina, fu costretto a fare atto di sottomissione.

Palio di Asti - Sabato 1 maggio in piazza San Secondo la solenne cerimonia del giuramento dei Rettori e del Capitano e la stima dei Palii 2010 realizzati da Ugo Scassa

Piazza San Secondo ospiterà nella serata di sabato 1 maggio due solenni cerimonie del Palio di Asti 2010: il giuramento del Capitano, dei Magistrati e dei Rettori e il suggestivo cerimoniale della stima dei drappi del Palio della terza domenica di settembre.
Il programma dei festeggiamenti inizia alle 21,30 nella splendida cornice di piazza Cattedrale con l’avvio del corteo storico aperto dal gruppo degli sbandieratori e dei musici dell’ASTA, seguirà il gruppo a cavallo del Capitano del Palio, dei Magistrati e dei Cavalieri.
Il maestoso corteo dei figuranti rappresenterà la visita effettuata ad Asti nel 1310 del re Roberto d’Angiò e dell’imperatore Enrico VII di Lussemburgo. Il corteo sarà composto da coppie di nobili con le insegne, rappresentanti del clero, banchieri, dame, ancelle, notabili, mercanti di stoffe, popolani, chiuderanno la sfilata gli armigeri, gli estimatori dei drappi, i rettori con i vessilli, musici e sbandieratori
Da piazza Cattedrale il corteo percorrerà piazza Cairoli, corso Alfieri, via Gobetti, piazza San Secondo (arrivo ore 21,50).
Alle 22 alla presenza del sindaco di Asti Giorgio Galvagno, del consigliere delegato al Palio Maurizio Bertolino e delle autorità cittadine, avrà inizio la cerimonia del solenne giuramento sul Codice Catenato degli Statuti Astesi “a correre il Palio con lealtà ed onore”.
Il cerimoniale si aprirà con l’investitura dei rettori: il Sindaco consegnerà il “medaglione” ed il Capitano toccherà con la spada la spalla sinistra di ogni rettore.
Al termine dell’investitura dei rettori seguirà il giuramento del Capitano del Palio Mario Vespa e dei Magistrati Claudio Gamba e Massimo Amisano: il sindaco Galvagno chiederà loro “Nel nome di San Secondo Patrono di Asti e nello spirito dei valori astesi giurate fedeltà al Palio ed ai suoi messaggi di libertà e tradizione? Giurate voi?”, Capitano e Magistratirisponderanno “Lo giuro”.
Seguirà il giuramento dei rettori: il Capitano dirà “Nel nome di San Secondo Patrono di Asti e nello spirito dei valori civici di libertà, solidarietà, operosità, sanciti nel Codice Catenato e negli Statuti Astesi, secondo le consuetudini indicate nei testimoniali del Palio degli ultimi secoli, Signori Rettori giurate voi di comportarvi con lealtà ed onore? Giurate voi?”, i Rettori portando la manodestra sul cuore, risponderanno coralmente “Lo giuro”.
Si proseguirà con l’antica cerimonia della Stima dei Palii, opera quest'anno del maestro Ugo Scassa.
In rappresentanza dell’antica corporazione dei tessitori e dei mercanti i sei estimatori designati dal Sindaco, Marco Merlo, Giuseppe Mussa, Giuseppe Dezzani, Danilo Rasero, Mauro Merlo e Alberto Bissolino con le mani sul Codice Catenato, pronunceranno la formula “Giuro di bene e fedelmente adempiere all’estimo che mi viene affidato”.
Come vuole la tradizione i palii sono due: uno di essi verrà offerto, martedì 4 maggio festa del Santo Patrono, dal Comune all’insigne Collegiata di San Secondo, mentre l’altro andrà al vincitore della corsa a pelo.
Al termine della stima il sindaco Giorgio Galvagno, avuta conferma della bontà dei drappi, indirà solennemente l'edizione del Palio di Asti 2010 che si correrà domenica 19 settembre in piazza Alfieri.
Al suono delle chiarine e al rullo dei tamburi i Palii verranno esposti al balcone del Municipio, affiancati dal vessillo del rione Santa Maria Nuova, vincitore in carica del Palio 2009.
(in caso di maltempo le cerimonie del Giuramento e della Stima del Palio si svolgeranno al Teatro Alfieri alle 21,30 mentre verrà annullato il corteo storico in notturna)

(Fonte Comune di Asti)



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