Libro ´´Metastasi - La nuova ´Ndrangheta nella confessione di un pentito´´, di Nuzzi-Antonelli “Ho deciso di raccontarvi tutto e di condurvi in questo inferno” (Giuseppe Di Bella)
07 / 12 / 2010 - Presentato il 2 dicembre al Circolo della Stampa di Milano, corso Venezia 16, con la partecipazione di: Maurizio Belpietro, Giancarlo Capaldo, Gad Lerner, Livia Pomodoro
Chiarelettere, principio attivo, pagine 208, prezzo 14,60 sito chiarelettere.it
PRETESTI “Se un uomo come Versace veniva a prendere ordini dalla ’ndrangheta sicuramente non è una cosa di poco conto. Paolo De Stefano mi ha detto che lui aveva Versace nelle mani.” Filippo Barreca, pentito, vive sotto falsa identità. Suo fratello è stato ammazzato. Paolo De Stefano è stato un importante boss di ’ndrangheta.
“La morte di Versace è stata tutta una messinscena. Quando hanno programmato l’omicidio di Miami, Versace si trovava a Zurigo. Adesso dobbiamo far sparire le ceneri perché potrebbero fare qualche controllo sul dna.” Ricostruzione attribuita da Giuseppe Di Bella ad Alfa, identità coperta perché la persona potrebbe essere sottoposta a nuove indagini.
“Io non so oggi se questo è vero o meno... Per noi Versace era ed è vivo.” Dalla testimonianza di Giuseppe Di Bella. La versione ufficiale sul delitto Versace non è priva di misteri.
- C’è Gamma. - Di che parlano? - E di che devono parlare? Di voti e di bionde. Conversazione tra Giuseppe Di Bella e Agostino Rusconi, marzo 1990. Il riferimento è a un esponente di governo della Lega.
“ll motto non cambia mai: votare per la Lega.” Dalla testimonianza di Giuseppe Di Bella.
“Il palazzo di giustizia di Lecco è un posto accogliente. Così accogliente che se sei della ’ndrangheta trovi molte porte aperte.”
“Per non parlare della Camera di commercio. Il direttore dal 1983 in avanti aveva un compito ben preciso: facilitare gli amici e le aziende legate al clan.” Dalla testimonianza di Giuseppe Di Bella.
“Le famiglie della ’ndrangheta godono di un fatturato di oltre 44 miliardi di euro ogni anno, il 2,9 per cento del nostro Pil. Solo a Reggio Calabria sono presenti 73 cosche.” Dati Eurispes 2008.
SCHEDA
La Pianura padana come l’Aspromonte. Ormai le ’ndrine controllano il Nord e fanno affari con chiunque. Il nuovo libro dell’autore di Vaticano Spa, con Claudio Antonelli, offre una prospettiva inedita per capire un fenomeno ormai “vecchio”. Di trent’anni. Solo che tutti hanno fatto finta di niente. Un esercito di 1500 persone che controlla dagli anni Settanta non solo il traffico di armi e di cocaina ma anche un’importante quota della liquidità lombarda; sì, quella dei salotti buoni, dei politici, dei cavalieri del lavoro, delle camere di commercio, delle amministrazioni locali. Trent’anni di mazzette ( e se necessario di omicidi) per ottenere licenze edilizie e controllare una buona parte degli immobili commerciali del Nord Italia (Varese, Lecco, Milano, Como), avendo un dominio ferreo del territorio anche grazie alla continua e capillare attività di estorsione.
Adesso la testimonianza di un pentito qui raccolta permette di capire perché tutto ciò è stato possibile e di avere a disposizione verità e retroscena a volte incredibili. Il boss che si intrattiene con il futuro ministro, il traffico d’armi con le Br, il commercio di uranio, l’incontro con Andreotti, il patto tra ’ndrangheta e cinesi, il caso di un industriale delle armi rapito, poi liberato, ed eletto in Parlamento per fare gli interessi della ’ndrangheta. Persino il caso di un famoso stilista ammazzato ma che forse ammazzato non è. Anche qui c’entra la ’ndrangheta, gli amici di Coco Trovato trovano la soluzione per ogni problema. Soprattutto per riciclare denaro sporco e fagocitare le attività produttive più redditizie.
Tutto fatto secondo rituali e regole che arrivano da lontano e che si appoggiano su codici famigliari e amicali che vanno rispettati. Sempre. Se no la punizione arriva, puntuale, anche a distanza di anni. E fa paura: la paura del nostro testimone che riporta fatti anche di rilevanza penale che potrebbero aprire nuove indagini; la paura di chi ha sfidato un codice d’onore e adesso è solo.
AUTORI Gianluigi Nuzzi è nato a Milano nel 1969. Inviato di «Libero» e autore del programma di Gad Lerner L’Infedele, ha lavorato a «Panorama» e collaborato con il «Corriere della Sera». Dal 1994 segue le più rilevanti inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie. Con Chiarelettere ha pubblicato nel 2009 “Vaticano S.p.A.”, il caso editoriale dell’anno, tradotto in moltissimi paesi stranieri. Claudio Antonelli è nato a Iseo (Brescia) nel 1976. Dal 2004 segue inchieste giudiziarie con profili finanziari e fiscali. Attualmente è responsabile delle pagine di economia di «Libero».
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