Leishmaniosi, controlli gratuiti nel Comune di Asti L’Ecosportello del Comune di Asti è anche al servizio dei nostri amici a quattro zampe e dei loro proprietari. L’Assessorato all’Ambiente ha aperto ufficialmente le prenotazioni per far eseguire controlli, con prelievo gratuito di sangue dei cani e dei proprietari che risiedono nel territorio del Comune di Asti, al fine di verificare la possibilità che gli animali risultino positivi alla leishmaniosi.
 Chi desiderasse sottoporre se stesso ed il proprio animale al prelievo ematico, potrà prenotarsi telefonando al numero verde 800 085 543 dell’Ecosportello del Settore Ambiente del Comune di Asti operativo il lunedì, martedì e mercoledì dalle 10 alle 12.
I prelievi verranno eseguiti negli ambulatori dell’Asl di Asti di via Conte Verde 125, mercoledì 25 marzo dalle 16 alle 19 (per le persone non è necessario essere a digiuno). Il cane dovrà essere di età maggiore ai sei mesi, aver sempre vissuto sul territorio comunale, essere regolarmente iscritto all’anagrafe canina (microchip/tatuaggio) ed essere accompagnato da una persona maggiorenne.
Tale patologia, come già dichiarato nei giorni scorsi da alcuni medici e veterinari dell’ASL, è una malattia parassitaria del cane, trasmessa dalla puntura di un piccolo insetto, il flebotomo o pappatacio, che raramente può colpire anche l’uomo.
Il pappatacio è molto piccolo (2 mm. al massimo), molto peloso, dal colore giallastro o grigio, con le zampe lunghe. Se si possiede una lente è facile distinguerlo dagli altri insetti: superata la testa, il minuscolo corpo piega nettamente ad angolo retto, facendogli assumere un aspetto gibboso. Tale insetto di giorno dorme nascosto nelle fessure umide, nelle stalle e nelle abitazioni che offrano adeguate caratteristiche. L'attività dei pappataci si svolge quasi esclusivamente da giugno a settembre, periodo nel quale possono avvicendarsi due generazioni. Le larve di questo insetto, a differenza di quelle di zanzara, non nascono nell’acqua bensì nelle fessure del terreno (specialmente negli sbancamenti), negli sterpi misti a terra, nelle fascine, tra la spazzatura, il pietrame, i residui di laterizi e i muri a secco, ma anche in cantine sporche e fogne in disuso, cioè in tutti quei luoghi dove trova le condizioni climatiche ottimali: temperatura tiepida e molta umidità.
L’ASL di Asti, d’intesa con l’Università degli Studi di Torino, Facoltà di Medicina e Veterinaria, sta portando avanti un progetto di ricerca che prevede tra l’altro controlli gratuiti nel capoluogo e in altri 10 comuni dove sono stati segnalati il maggior numero di infezioni.
Al fine di evitare il diffondersi della malattia, ripercussioni sulla popolazione canina, è necessario adottare alcune semplici ma efficaci misure:
- eseguire frequenti trattamenti insetticidi a base di piretroidi sia nei ricoveri dei cani (cuccia), sia direttamente sull’animale;
- evitare che il cane soggiorni all’aperto nelle ore serali e notturne da maggio a settembre;
- individuare i cani infetti attraverso controlli veterinari periodici.
(Uff stampa Comune di Asti)
16 / 03 / 2009
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