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Cuneo - Più controlli per ridurre danni all'agricoltura e incidenti stradali, causati dai cinghiali


Intensificare gli interventi di controllo per ridurre i danni da cinghiale: a questo è finalizzata l'integrazione al funzionamento dell'Albo degli addetti al controllo della specie, deliberata dalla Giunta provinciale. In particolare, i volontari o sele-controllori potranno essere autorizzati all'intervento anche autonomo, oltre che in presenza di personale del Servizio di vigilanza provinciale. La deroga avrà valore in caso di segnalazioni urgenti e mancata disponibilità di agenti provinciali, oppure qualora il sele-controllore si trovi di fronte a situazioni che necessitino di intervento urgente, ma esclusivamente nei terreni di sua proprietà o da lui direttamente condotti. In ogni caso l'abbattimento non potrà prescindere dall'autorizzazione da parte del Servizio provinciale di vigilanza o, fuori dall'orario di ufficio, dalla comunicazione di zona, durata dell'intervento e numero di capi segnalati effettuata al numero verde, già attivo per le Guardie venatorie volontarie.
Il provvedimento -spiegano il presidente della Provincia Raffaele Costa e l'assessore alla Caccia Silvano Dovetta- consentirà di porre rimedio ai sempre più preoccupanti danni causati dai cinghiali all'agricoltura. Senza contare i numerosi episodi di incidenti stradali che vedono coinvolti capi di fauna selvatica. La Provincia intende, per quanto di competenza, provvedere al controllo della specie in linea con la normativa vigente.
Il numero degli agenti di vigilanza provinciale e dipendenti di Atc (Ambiti territoriali di caccia) e Ca (Comprensori alpini) risulta infatti esiguo in rapporto con il territorio della Granda. I corsi organizzati dalla Provincia, nel 2007 e 2008, hanno abilitato 45 sele-controllori: il numero e la distribuzione dei volontari sul territorio rappresenta garanzia di rapidità di intervento in caso di chiamate urgenti.
I danni provocati dalla fauna selvatica sono all'origine delle recenti modifiche apportate anche al Piano faunistico venatorio provinciale.

In particolare sono state decise le seguenti revoche e modifiche alle zone di ripopolamento e cattura: per l'ambito territoriale di caccia Cn1 “Cuneo – Fossano”, revoche parziali della zona di ripopolamento e cattura per “Bricco de Faule – Cappellazzo – Cervere- Rocca Isabella” e “Fossano – Gerbo – Ruà Capelli”; per l'ambito territoriale Cn3 Roero revoche parziali di “Valoira”, “Vendole – Piobesi”, “Valle Rossi” e trasformazione dell'oasi di protezione “Canapali” in zona di ripopolamento e cattura ed accorpamento con la zona “Vaccheria”; per l'ambito territoriale Cn4 “Alba – Dogliani” revoche parziali per le zone “Santa Annunziata”, “Seno d'Elvio” e “Toetto”; per l'ambito territoriale Cn5 “Cortemilia” revoche parziali delle zone di “Cossano”, “Gorzegno”, “Sale Langhe”, revoca totale della zona di ripopolamento e cattura di “Bragioli” e dell'oasi di protezione “Cravanzana”; per il Comprensorio alpino Cn4 “Valle Stura” revoca parziale per l'oasi di “Neirassa – Borbone” e modifica dei confini dell'oasi “Monte Nebius – Monte Autes”; Comprensorio alpino Cn5 “Valli Pesio, Vermenagna e Gesso” modifica dell'oasi “San Giovenale” e dell'oasi “Madonna dei Boschi”; per il Comprensorio alpino Cn6 “Valli Monregalesi” revoca parziale per le zone di “Vasco” e “Vicoforte”.

In seguito alle riduzioni, la superficie provinciale comunque sottoposta a divieto di caccia rimane pari a 93.634 ettari. La Giunta provinciale ha inoltre espresso parere favorevole in merito all'invio alla Regione, da parte dei comitati di gestione degli Atc, di istanza per la trasformazione delle zone revocate in aree di caccia specifica, con tutela di specie di particolare interesse quali lepri, fagiani, starne e pernici rosse.

(Uff stampa Provincia di Cuneo)

29 / 03 / 2009



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