
Comunicato stampa - C’è solo un aspetto positivo nella scelta ufficializzata da CAI di puntare sullo scalo di Fiumicino: aver gettato la maschera, aver messo fine ai minuetti, alle mezze verità, alle rassicurazioni che servivano soltanto per tenere buono il Nord. Il finale era già scritto, prevedibile, in linea con le scelte prive di strategia di questo Paese: penalizzare sempre e comunque il Nord, il centro propulsivo dell’economia. In questo caso, in particolare, quella porzione di Paese, il Nord Ovest, che, a livello europeo, si presenta come una delle zone con la maggior concentrazione di imprese. Sentire in tutte le sedi rimarcare l’importanza delle infrastrutture in chiave di sviluppo e poi registrare queste decisioni è inspiegabile. Per Malpensa sono stati investiti soldi pubblici, diversi miliardi di euro, e adesso arriva il colpo di spugna, la decisione che vorrebbe trasformare lo scalo della brughiera in una cattedrale nel deserto. Ho solo una certezza: non ci riusciranno. E questo perché le capacità e l’intraprendenza degli uomini di questo territorio non si faranno piegare da scelte dissennate come quella di CAI. Sea sta già lavorando con altre compagnie e ottenendo i primi risultati; altri, e ancora più significativi, potranno arrivare con la liberalizzazione degli slot su Malpensa lasciati da Alitalia. Dobbiamo essere padroni a casa nostra, e ci riusciremo.
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