
Lo denuncia l'assessore ai Trasporti della Regione Piemonte,
Daniele Borioli, in una lettera inviata oggi (
ieri, ndr) al Ministro delle Infrastrutture,
Altero Matteoli, per avere chiarimenti circa la possibilità che i lotti II5,
Guarene-Roddi, e II6,
Roddi-Diga Enel, dell'
Asti-Cuneo, per i quali è in corso la procedura di verifica di compatibilità ambientale, siano mandati in procedura di valutazione di impatto ambientale, con conseguente allungamento dei tempi per l'approvazione del progetto e l'avvio delle opere.
Tale aggravio procedurale e di tempi si determina oggi, secondo
Borioli, anche a causa delle passate trascuratezze da parte della struttura del Ministero dell'Ambiente che nel 2002, all'atto della presentazione della nuova versione dei progetti da parte della società
Asti-Cuneo, risultò assente e non poté formulare i rilievi che ora comportano la tardiva necessità dello studio d'impatto ambientale e della conseguente richiesta di valutazione d'impatto ambientale.
"Provoca particolare disappunto -dichiara Borioli- constatare come, dopo anni di attacchi da parte del centrodestra verso la giunta regionale di centro-sinistra e il governo Prodi, in realtà molti dei guai che affliggono oggi la vicenda dell'autostrada Asti-Cuneo derivino dall'allora Governo Berlusconi a cui spettavano le procedure nel 2002. Mi auguro che il Ministro faccia tutto quanto di sua competenza per evitare un ulteriore aggravio di tempi nel completamento di un'opera tanto attesa dal territorio".
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